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La sostenibilità al centro di WHITE Milano

L'attenzione per la sostenibilità al WHITE Milano 2020 dal 24 al 27 Settembre
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Al Tortona 27 Superstudio e Tortona 54 Ex Ansaldo di Milano il WHITE arriva dal 24 al 27 Settembre portando con se l'attenzione per la sostenibilità. Quest'anno Yakaterina Ivankova è Special Designer della nuova edizione, una designer kazakistana ma italiana di adozione (perchè la sua formazione proviene direttamente dal Polimoda di Firenze) con il suo brand di upcycling si basa sul concetto di "riutilizzo". Il suo lavoro è un mix tra tecniche di confezione la sartoria italiana e i riferimenti al vintage. Numerosissimi (ma mai abbastanza) i brand che si fermano a riflettere sui nuovi sistemi di sostenibilità, dalla tracciabilità ai materiali bio, dal riutilizzo alla circolarità. Tra i brand esposti alla nuova edizione Regenesi, pioniere del settore da più di dieci anni che utilizza materiali post consumo dando a loro una seconda vita trasformandoli in borse, gioielli ma anche accessori per la casa e l'ufficio. Protagonista assoluto del brand la Re-Flag una borsa nata dal reciclo e la rigenerazione delle bottiglie di plastica. Blue of a Kind è uno di quei brand che sta rivoluzionando il mondo del denim, producendo solo da capi riciclati ma arricchendoli con dettagli di alta qualità. Tra gli accessori, Made For A Woman di Eileen Akbaraly propone borse di rafia e materiali naturali intrecciate a mano in Madagascar, mentre le versioni di Fanfulla Bags sono realizzate con tessuti di seconda. Un approccio simile ma decisamente piu sperimentale è quello di Gilberto Calzolari che utilizza ogni tipo di materiale di scarto, rigenerato e certificato aprendo la strada a nuove interpretazioni. Spostandoci sulle fibre nobili e i materiali pregiati Roberto Collina utilizza le fibre naturali come il mohair, il cashmere, l'alpaca, l'angora, il cammello e la seta per dar vita a creazioni uniche rispettando le origini artigianali. Tra gli esponenti del handmade Pierre_Louis Mascia, i prestigiosi cappelli di Catarzi 1910 e le calzature esotiche di De Siena Shoes di Francesco Lorenzi realizzate con filati di rafia naturale e lavorazioni a ritmo lento. L'ambizioso obiettivo di Miakuyu è quello di azzerare gli sprechi delle produzioni già esistenti creando un knitwear recuperando gli scarti del cashmere italiano. C'è anche chi si concentra prestando attenzione ai processi chimici, Antidoto 45 utilizza solo tinture atossiche e certificate per la loro produzione di calzini reinterpretando in chiave contemporanea le manifatture dello storico Calzificio Bonadei. ACBC, start up di Edoardo Iannuzzi e Giò Giacobbe è conosciuta per l'impiego della modularità e per la loro sneakers con la tomaia intercambiabile. E ancora Flavia La Rocca attiva con più di 10 collezioni sostenibili rinnova il suo impegno con il suo abbigliamento modulare, essenziale e responsabile. 

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