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Louis Vuitton, la storia di una maison che non conosce epoca

Immortale così come i suoi bauli, Louis Vuitton ha una storia antichissima: merito delle geniali intuizioni del suo fondatore, ma anche di chi, nel tempo, ha saputo portare in alto il nome della maison
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Baule vintage Louis Vuitton (Courtesy of Louis Vuitton)

Era il 1837 quando, dopo aver appreso le basi della falegnameria nella bottega del padre, Louis Vuitton lasciò la Jura, sua ragione natale, per Parigi. Una scelta che, nel tempo, si rivelò fondamentale per la storia di Louis Vuitton, la maison che oggi conosciamo: fu proprio nella Ville Lumière che Louis si specializzò nella preparazione di valigie per l'alta società. Tra i nomi altisonanti della sua clientela, l'imperatrice Eugenia de Montijo, desiderosa di avere i bagagli di quell'artigiano così bravo a detta di tutti. Grazie a questa esperienza, Louis Vuitton ebbe un'epifania: i vecchi bauli dal coperchio bombato, quelli tanto cari alle diligenze, avevano fatto il loro tempo. L'avvento dei transatlantici e dei treni, d'altronde, aveva portato alla necessità di rivedere tanto l'abbigliamento da viaggio quanto i bagagli in cui custodirlo. Fu così che nel 1854, seguendo questo pensiero, fondò la sua prima valigeria parigina in rue Neuve des Capucines, proponendo bauli in legno di pioppo incredibilmente leggeri e bagagli capaci di adattarsi ai nuovi mezzi di trasporto dell'epoca. 
 

Louis Vuitton, la storia della famiglia fondatrice e le origini della maison
 

Al figlio Georges Vuitton il merito di aver creato il Monogram, nel 1896: una tela caratterizzata dalle iniziali LV che oggi conosciamo benissimo ma che, allora, era una novità assoluta e non unicamente un vezzo quanto, piuttosto, una garanzia d'autenticità. L'idea venne accolta con grande successo, così come le sacche di stoffa e cerata che, prontamente, brevettò. Mentre si può dire che fu Gaston, il nipote di Louis Vuitton, a seminare il germe di Objets Nomades, la collezione di design ispirata al viaggio nata nel 2012: oltre a seguire la produzione, collezionò vari oggetti da viaggio e vecchi bagagli dal XVI al XIX secolo. 

La storia di Louis Vuitton racconta che questa griffe, grazie alla valigeria, diventò l'inseparabile compagna di viaggio della nobiltà e dei grandi dell'epoca. Se il principe d'Egitto Youssouf Kemal e il sultano Ismaïl Pacha non potevano fare a meno delle loro valigie realizzate su misura, il baule dell'esploratore Savorgnan de Brazza ospitava un letto all'interno e quello della cantante lirica Lily Pons arrivava a contenere ben 36 paia di scarpe. Senza dimenticare il baule del direttore d'orchestra Léopold Stokowski, dotato di un secrétaire munito di tavolino e scaffali, casa di libri e spartiti. Una tradizione antica, quella del bagaglio su misura Louis Vuitton, che resta viva ancora oggi grazie al lavoro degli esperti artigiani in laboratorio. La bellezza sta nei dettagli. 

In foto: baule guardaroba Louis Vuitton (Courtesy of Louis Vuitton)
 

La storia di Louis Vuitton, da ieri a oggi
 

E se nel 1959 la produzione viene ampliata a borse, piccola pelletteria e accessori, nel 1997 è la volta del prêt-à-porter: Marc Jacobs è chiamato a firmare le collezioni, diventando il direttore artistico. Sotto la sua guida, Louis Vuitton ha conosciuto una nuova fase artistica, collaborando con alcuni dei più grandi talenti contemporanei tra cui Takashi Murakami e Yayoi Kusama. Un ruolo che Jacobs ricopre per 16 anni, fino al 2013 quando parte l'era Ghesquière. Lo stilista, diventato il direttore artistico del womenswear Louis Vuitton dopo l'esperienza in Balenciaga, oggi condivide parte del percorso con l'eclettico Virgil Abloh, direttore artistico delle collezioni uomo della griffe e fondatore di Off-White

In foto: look dalla Collezione Uomo Fall Winter 2019 2020 Louis Vuitton (Courtesy of Louis Vuitton)

A celebrare il ruolo avuto da Louis Vuitton nella cultura del viaggio prima e nella rivoluzione del gusto contemporaneo poi, la mostra Volez, Voguez, Voyagez – Louis Vuitton, tenutasi all'American Stock Exchange Building di New York e terminata a inizio gennaio 2018. Curata da Olivier Saillard, l'esibizione ha ripercorso le grandi tappe della storia di Louis Vuitton, dagli archivi della famiglia fondatrice fino alle creazioni che hanno saputo portare in alto il nome della griffe, nonostante il passare del tempo. Un viaggio nel viaggio, per una continua scoperta di una delle maison più celebri di sempre che, nelle parole del CEO Michael Burke, "è sempre stata all'avanguardia sui fronti di creazione e innovazione, oggi così come più di cent'anni fa". 

In foto: look dalla Collezione Donna Cruise 2020 Louis Vuitton (Courtesy of Louis Vuitton)

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