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The new Louis Vuitton SINCE 1854 logo

L'iconica tela Monogram di Luis Vuitton è un cult. Il direttore creativo Nicolas Ghesquière ha reinterpretato il motivo nella nuova collezione SINCE 1854 per l'autunno e inverno 2020, destinata a rimanere nelle collezioni permanenti della Maison francese.
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Andare a toccare uno dei loghi più riconoscibili al mondo non è certo impresa facile. Se poi si tratta del Monogram Vuitton, ancora di più. Eppure per la collezione F/W 20 il Direttore Artistico della maison, Nicolas Ghesquière, ha voluto raccogliere la sfida ed esprimere il suo punto di vista grazie alla collezione SINCE 1854. La nuova tela rivisitata ha un aspetto nostalgico e ricorda il design originale dello stemma neogotico, mixando anno di creazione e stampa iconica. Lo stemma lascia ora il posto alla scritta 1854, di cui il numero otto si allunga fino a formare un petalo, un cenno al fiore che tradizionalmente è parte integrante del trademark creato da Georges Vuitton e che esalta l’anno di fondazione della maison più che quello della nascita del logo LV. Dopo la morte di Louis avvenuta nel 1892, è infatti il figlio Georges colui che prosegue l’attività e si dedica alla ricerca di un “motivo” per identificare le sue creazioni. Nasce così, nel 1896, il famoso “Monogram LV”, creato per celebrare il padre e la sua eredità stilistica. Il motivo è composto dalle iniziali del padre LV; che si intrecciano con un fiore con quattro petali racchiuso in un cerchio, un fiore a quattro punte ed un diamante contenente, in negativo, lo stesso fiore. L’ispirazione grafica proviene dalle piastrelle in maiolica floreale di Gien, elemento decorativo presente nella cucina della casa di famiglia ad Asnières e un ricordo indelebile dei momenti più intimi della storia della famiglia. Nel 1905 la tela Monogram viene registrata come marchio; questo logo, rimasto invariato negli anni, ha segnato la storia della moda, consacrando Vuitton a una riconoscibilità senza precedenti. Questo motivo è stato negli anni rielaborato per collaborazioni speciali da artisti e designer che hanno dato libero sfogo a diversi immaginari e, soprattutto, a pezzi unici per appassionati e collezionisti del brand. Dal 2001 al 2017 si sono alternate visioni artistiche a opera di Stephen Sprouse con le sue pennellate graffito (2001), Takashi Murakami con le icone manga (2003), Richard Prince e gli effetti degradé (2008), Yayoi Kusama e i suoi maxi pois (2012), Jeff Koons e la riproduzione di tele di famosi pittori (2017). Nel 2014 c’è stata una vera e propria parata di nomi per il progetto Celebrating Monogram: Christian Louboutin maestro di calzature, Cindy Sherman, l’architetto Frank O. Gehry, gli stilisti Karl Lagerfeld e Rei Kawakubo, e il designer Marc Newson. Tutte limited edition e tutte reinterpretazioni ad hoc. Il nuovo jaquard ri-immaginato da Ghesquière decora alcuni key-items di abbigliamento, pelletteria, accessori e calzature, ma la novità più importante è che SINCE 1854 è destinata a entrare a far parte delle collezioni permanenti della Maison, diversamente da quanto è accaduto in passato per collezioni one-off. Una vera Vuitton-evoluzione.

 

Il brand del jet set

Il logo LV fu disegnato dal figlio di Louis Vuitton, Georges, nel 1896 per "marchiare" – e rendere riconoscibile – il nascente brand di bauli e valigeria che, nei decenni a seguire, diventerà sempre più amato dal mondo del jet set, in particolare grazie al modello di borsa Speedy, visto al braccio di attrici e dive, da Anna Magnani a Catherine Deneuve. Con le star della musica e i rapper il logo si è trasformato in uno status symbol: Vuitton=luxury. Da quando Ghesquière è stato nominato direttore artistico, nel 2013, è "rinato" in modi nuovi e originali. (Nelle immagini di queste pagine la modella Ashley Radjarame).

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