Fashion

Karl for ever

Chanel, Fendi e il marchio Karl Lagerfeld rendono omaggio allo stilista tedesco scomparso lo scorso 19 febbraio con un grande spettacolo studiato da Robert Carsen che ha visto in scena Tilda swinton e Pharrell Williams, Fanny Ardant, Hellen Mirren o Charlie Siem davanti a un parterre di stilisti e amici. Tra filmati, testimonianze e performance scelte per celebrare un genio del contemporaneo
Reading time 5 minutes

«Sono una o due o tre persone alla volta... Devo dire che mi piace anche perché detesto annoiarmi. E se fossi soltanto una persona mi annoierei a morte». Ieri pomeriggio, sotto le arcate monumentali del Grand Palais sono andati in scena tutti i volti di Karl Lagerfeld grazie all'happening-performance Karl For Ever ideato da Robert Carsen. Davanti a un parterre di amici e stilisti, da Ralph Lauren a Valentino Garavani, da Rosita Missoni a Tommy Hilfiger, da Bernard Arnault a François Henri Pinault passando per Alessandro Michele e Stella McCartney, Carolina di Monaco e Brigitte Macron, Arielle Dombasle e Ines de la Fressange, un grande spettacolo con video testimonianze e filmati d'archivio ma anche performance live di amici e ballerini a raccontare il personaggio Lagerfeld. Una celebrazione, un omaggio a un genio del presente voluto dalle tre maison con cui a lavorato fino alla sua scomparsa, avvenuta lo scorso 19 febbraio, ovvero da Chanel, Fendi e dal marchio Karl Lagerfeld. Senza tristezza e senza nostalgia, proprio come sarebbe piaciuto a lui. Ma con tanto umorismo, qualche provocazione e un occhio rivolto al futuro. Tra ricordi personali e frammenti di vita professionale, a colpire sono state le parole di Bernard Arnault, numero uno di Lvmh e amico di lunga data da kaiser Karl. «Come Pablo Picasso ha creato il nuovo in tutta la sua vita, ha inventato tendenze e ha guidato grandi movimenti culturali... Senza nessun dubbio Karl è stato un genio». Nel video insieme a lui anche Anna Wintour, Valentino, Monica Bellucci, Vanessa Paradis, Anne Hidalgo, Anna Mouglalis, Marc Newson, Jeff Koons, Carla Bruni, Carole Bouquet o Carolina di Monaco. Ma anche designer come Maria Grazia Chiuri, Jonathan Anderson, Haider Ackermann o Clare Waight Keller, Simon Porte Jacquemus o Kris Van Assche, che ha ricordato Lagerfeld come il genio a cui va un grande merito, quello di aver inventato la figura del direttore creativo. «È stato il primo a far capire che si poteva lavorare su un marchio storico interpretandone i codici estetici e la sua storia d'archivio». Sempre con uno sguardo al futuro, perché Lagerfeld era ossessionato dal next step. «Il passato lo annoiava», ha ricordato poi Nicolas Ghesquière. «Uno dei suoi insegnamenti più importanti è stato proprio questo: non bisogna seguire il momento ma bisogna indovinare e inventare il futuro con coraggio». E lo stesso coraggio Carsen l'ha utilizzato nell'allestire lo spettacolo che di due ore che ha animato il Grand Palais. Perché accanto ai video, ad animare lo spazio vestito a festa con gigantografie monumentali di Karl e tre maxiscreen oltre a un palcoscenico decorato con la firma autografa dello stilista, sono stati piccoli e intensi happening tra recitazione, ballo e canto. In primis Tilda Swinton a recitare la passione di Lagerfeld per gli abiti. E poi Fanny Ardant che con quel ventaglio in mano ha raccontato la mania dello stilista per quell'oggetto mentre sul palco sfilavano alcuni abiti creato nella su carriera per Fendi, Chanel, Chloé o per il marchio Karl Lagerfeld. Ad animare il palco il tango, sua grande passione, sulle note di Carlos Gardel, tra i suoi musicisti preferiti; sotto i riflettori il live della German cornejo dance company di Buenos Aires con orchestra dal vivo. Come poteva mancare un omaggio a Chouoette, la gattina che aveva adottato come una figlia, raccontata in un monologo di Cara Delevingne. Il suo amore e la sua curiosità per i giovani e la cultura street sono stati raccontati dal balletto di Lil Buck mentre il violinista Charlie Siem e l'attrice Hellen Mirren hanno fatto dialogare musica e alcune frasi famose dello stesso Lagerfeld. Il pianista Lang Lang ha suonato il pianoforte opaco creato dal designer per Steinway & sons mentre Pharrell Williams ha cantato la sua Gust of wind facendo alzare il pubblico in omaggio pop allo stilista che era solito ripetere: «Moda e musica esprimono la stesa cosa: raccontano il tempo e il presente». Quel presente, e soprattutto quel futuro, di cui Lagerfeld era estremamente curioso. «Tocca a noi adattarci ai nostri tempi non si puó stoppare l'evoluzione e il tempo non si puó addare a noi... Non si puó dire era meglio prima, altrimenti si diventa vintage che è un bene per gli abiti e non per le persone». Tra frasi cult e momenti di divertente vita personale, i due ricordi poú commossi sono stati quelli di Virginie Viard, che ha raccolto l'eredità creativa di Lagerfeld da Chanel, e di Silvia Venturini Fendi, che con Il designer da Fendi ha lavorato per una vita. «Karl è stata la persona con cui ho passato più tempo nella mia vita... Voglio continuare il mi percorso creativo rispettando il pensiero di Coco Chanel ma anche l'idea che Karl aveva di Chanel». Commuovente, invece, il ricordo della Venturini Fendi: «È difficile lavorare senza di lui, ogni volta penso sempre: ma questo sarebbe piaciuto a Karl o lo avrebbe fatto diversamente? Mi manca, tanto. E spesso mi ritrovo a pensare che sia semplicemente in ritardo e che stia arrivando da un momento all'altro». 

/

Articoli correlati

Articoli consigliati