fashion

Con la camicia

Tre creativi, tre diverse interpretazioni di un fondamentale del guardaroba. Stile e personalità come arti applicate
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Foto Toby Coulson
Styling Alessandra Faja

Robert Storey

32 anni, inglese, ha fondato il suo studio nel 2009 e si occupa di architettura, interior e graphic design. Set designer, lavora tra New York e Londra e ha collaborato con i grandi della moda, tra cui Hermès, Kenzo, Stella McCartney, Chloé e Versace. La casa editrice Phaidon quest’anno ha dedicato il libro “Room: Inside Contemporary Interiors” ai 100 progetti di arredamento d’interni più interessanti del momento, in cui si trova anche la collaborazione tra Storey e il designer Nicholas Kirkwood.

«Ho una passione per il vintage anche nel vestire perché sono più comodo in abiti che sono stati disegnati bene e già vissuti e, non sembrando troppo preziosi, mi sento meno in colpa quando li rovino mentre sono in studio», racconta a proposito del suo abbigliamento da lavoro.
Fuori dal set, preferisce il comfort di una camicia. «Con quella non si sbaglia mai. È il pezzo più versatile del guardaroba. Può essere formale come informale, dipende da come l’abbini». L’eleganza è questione di attitude. «Mio nonno vestiva in modo eccentrico, ma aveva un forte senso della moda. Ricordo ancora quando si è presentato a casa dei miei genitori alla guida della sua motocicletta in un tuxedo. Bianco. Era fantastico…e non è cosa comune sembrare cool conciati così. Lo stile o ce l’hai, o non ce l’hai».

King Owusu

«I am a spirit». Si definisce uno “spirito”, l’illustratore inglese King Owusu, 22 anni, di base a Londra e di origini ghanesi. «Quando penso all’eleganza, ricordo le feste della comunità ghanese a nord di Londra, a cui partecipavo assieme ai miei genitori e a mia sorella. È lì che ho imparato il rispetto per le tradizioni. C’era qualcosa di magico nel portamento degli ospiti; uomini e donne si comportavano come se fossero dei reali».

Al momento si divide tra il corso di graphic design che frequenta alla Central Saint Martins e il suo lavoro di illustratore. «Sto indagando l’identità, illustrando i conflitti interiori che viviamo quotidianamente. Comincio sempre con il disegnare linee nere spesse che poi si trasformano in una storia o in personaggi che si ispirano a ciò che mi succede ogni giorno». 
Quando lavora nel suo studio, preferisce vestire comodo, a strati. «Sono molto disordinato e non mi dà fastidio sporcarmi mentre disegno. Mi piace indossare camicie oversize con sotto una T-shirt e quando lavoro fuori casa, metto sempre in valigia una felpa in più, perché so che ne avrò bisogno».

Nick Hornby

Ha esposto le sue sculture di marmo, resina e bronzo alla Tate Modern di Londra, all’Eyebeam e al Museum of Art and Design di New York. 38 anni, inglese, è riconosciuto internazionalmente per l’utilizzo delle tecnologie più all’avanguardia combinate con tecniche tradizionali d’artigianato nel creare opere tridimensionali: softwear in grado di dar vita a figure che sembrano prendere le sembianze di capolavori del passato nel momento in cui lo spettatore ci gira intorno. 

Un modo per investigare modi alternativi di osservare la storia dell’arte. «L’eleganza, nel vestire, come nella scultura, ha a che fare con un’immagine di equilibrio; mi fa pensare all’opera di Brancusi “Bird in Space”, o a un pattinatore sul ghiaccio. O ancora al “Cappello a cilindro” (“Top Hat”), il film in cui Ginger Rogers danza vestita di piume bianche assieme a Fred Astaire». Quando è all’opera indossa guanti, scarponi - in sottofondo musica a palla -. «Ma il mio lavoro è fatto di diverse fasi; meeting, test fotografici con modelli, rendering al computer, presentazioni e feste. E vesto diversi “costumi” per ogni occasione». La camicia diventa il simbolo della fine della giornata, «del termine dell’impegno fisico», come lo definisce Nick Hornby. «Mi ricorda quando cantavo nel coro, da bambino, e tutti indossavamo le camicie con i colletti inamidati».

Assistente fotografo: Louis Hudson. Grooming: Jessica Mejia – Stella Creative Artists. Casting: Jessica Martinelli

Con la Camicia

Directed and filmed by Josh Brandau 

Video editor Nicolai Kornum 

Stylist Alessandra Faja

Still Photographer Toby Coulson 

Grooming Jessica Mejia

Casting director Jessica Martinelli 

Production Elisa Ruggeri

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