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The Now Icon: Bella Thorne

I film, la scrittura, i social. Attinge a molti linguaggi per raccontare se stessa, senza mai nascondere al suo pubblico, felicità, insicurezze e anche paure
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Se è vero che il numero di followers è direttamente proporzionale alla velocità con cui si costruiscono carriere – i suoi su Instagram sono 21,4 milioni – quella di Bella Thorne è destinata a bruciare le tappe in fretta. Ventidue anni l’8 ottobre, ha raggiunto la notorietà internazionale grazie a Disney Channel (era, insieme a Zendaya, la coprotagonista della serie “Shake It Up”) e i film “The DUFF” e “Midnight Sun” con Patrick Schwarzenegger. Attualmente è impegnata sul set di “Southland”, insieme a Jake Manley (il Jack Morton della serie Netflix “The Order”), scritto e diretto da Joshua Caldwell; un crime movie in cui la coppia, composta da Arielle e Dean, è a caccia di notorietà, postando imprese criminali sui social. Ossessionati dalla crescita dei followers, si rendono protagonisti di una serie di rapine, inseguimenti e persino un omicidio. Mentre ci sentiamo per l’intervista è da qualche parte in Oklahoma, sul set. Attrice, cantante, autrice, Bella Thorne racconta che oggi la forma di creatività in cui si riconosce di più è l’esperienza della scrittura: «Posso scrivere musica, libri, televisione, film. Questo mi rende felice perché sono molti i linguaggi a cui posso attingere». Non a caso, a fine luglio, è uscita “The Life of a Wannabe Mogul: Mental Disarray”, l’attesissima raccolta autobiografica di pensieri e poesie sulle sfide, gli abusi, le molestie e quella difficoltà ad accettare se stessa che ancora fatica a scrollarsi di dosso. Bella Thorne che, quando le chiedo quale capo non può mancare nella sua valigia, mi risponde quasi seria, «i boxer?». Che non mette il profumo. Che si interroga su una sessualità sfaccettata, «quel qualcosa che si accende, indipendentemente da tutto, fra esseri umani (è apertamente bisessuale, pansessuale, nda)». Che sogna l’Oscar, forse solo per mettersi al riparo dal giudizio degli altri. Che ha un rapporto a volte conflittuale con la mamma, «però la famiglia è un valore». Che qualche volta, quando i pensieri prendono il sopravvento, «la testa è un brutto posto in cui abitare». 

 

L'intervista completa nel nuovo numero de L'Officiel Italia: The Statement Issue, in edicola. 

Fotografo Alan Gelati
Styling Mikiel Benyamin

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