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Yabacon Valley

Povertà e lusso, sottosviluppo e high-tech, analfabetismo e istruzione: i controsensi che rendono Yaba, sobborgo di Lagos in Nigeria, il focolare domestico di startup, co-founder e venture capitalist. I problemi della grande città stimolano giovani aziende a cercare soluzioni sempre più smart
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L'artista Olalekan Jeyifous ha rappresentato le contraddizioni di Lagos in foto-elaborazioni digitali in cui innesta torri slum su aree residenziali. Qui, Shanty Mega-Structures: Falomo Roundabout (The Aerial View)

Lagos, enorme conurbazione dal traffico perennemente congestionato afflitta da forte inquinamento atmosferico e da criminalità endemica. Lagos, territorio assediato e nel contempo disinteressato alle estese baraccopoli di palafitte, analfabete e prive di diritti civili, come illustra con chiarezza la serie Shanty Mega-Structures, il lavoro-denuncia dell’artista nigeriano Olalekan Jeyifous. Lagos, area urbana con la maggiore crescita demografica di tutto il continente nero - più di 20 milioni di individui - nonché capitale commerciale della più grande economia d’Africa. 
I prezzi bassi degli energetici - di cui lo stato è ricco - hanno spinto il governo federale della Nigeria ad accelerare su riforme e diversificazione tant’è che - in particolare -  Lagos sta attirando forti investimenti esteri. Ma cosa rende questa metropoli, contro ogni sospetto, la Silicon Valley africana? 

Innanzitutto la sua popolazione di lingua inglese conta professionisti laureati non solo nelle università statunitensi ed europee, ma anche in loco. Su Herbert Macaulay, la strada intitolata al leader del movimento nazionalista nigeriano, si affacciano la University of Lagos, il College of Technology e istituti rinomati quali il Queen e la Methodist Girls High School. Ed è proprio questa zona, Yaba, a essere regolarmente paragonata alla valle californiana tanto da essere chiamata Yabacon Valley. Non si contano le “cantine high-tech” sponsorizzate dai grandi investitori internazionali. Qui, dal 2011 ha messo le radici Co-Creation Hub (CcHub). La startup sostenuta da Pierre Omidyar, fondatore di eBay, è tra i centri più avanzati di formazione e di avviamento all’informatizzazione per le aziende locali. A soli tre minuti a piedi, sorgono gli uffici di Andela, startup specializzata nel recruiting e nella formazione di programmatori informatici. La sua ambizione è creare la futura generazione di leader mondiali nell’ambito delle tecnologie. La scorsa estate ha ricevuto un finanziamento di 24 milioni di dollari da CZI (Chan Zuckerberg Initiative), società lanciata nel 2015 dal fondatore di Facebook Mark Zuckerberg e da sua moglie Priscilla Chan per la gestione delle joint ventures. Che siano stati incuriositi dai 16 milioni di utenti Facebook della Nigeria? Non a caso, la blogger-star nigeriana Linda Ikeji ha lanciato il proprio social network LIS, raccogliendo in poche ore quasi 90mila utenti. 

 

Sebbene i Nigeriani, siano considerati con ironia i Cinesi d’Africa per la loro maestria nel contraffare prodotti, a Lagos l’inventiva ha fortunatamente una decisa componente legale. Il traffico sempre congestionato e la penuria di carburante hanno stimolato, ad esempio, la nascita - sempre a Yaba - di diverse nuove dot-com come ACE: Africa Courier Express, il primo corriere a promettere la consegna di food e beverage in 30 minuti. Insieme a lui MAX: neo-società arrivata seconda allo Startup Battle di TechCruch di Londra 2016. La sua missione? Risolvere il problema dell’ultimo miglio nella consegna dei prodotti al dettaglio venduti online. Anche lei ovviamente su piattaforme web e mobile. Nuove attività cresciute insieme a nuove esigenze sul modello del commercio elettronico occidentale come Supermart, la più importante drogheria online e Jumia, l’Amazon africana. Il suo co-founder Jérémy Hodara afferma che in un paese in cui si sono sviluppati prima i telefoni mobile della linea fissa, la vera forza sta nella domanda. Vedi il caso IROKOtv: neo-operatore nella distribuzione via internet di film e serie televisive targate Nollywood (l’insieme dell’industria cinematografica nigeriana). Come Printivo, BudgiT e lifeBank sono migliaia le startup high-tech a sedurre i più importanti incubatori e venture capitalist internazionali. Y Combinator e SeedStars, tra i più corteggiati portatori sani di denaro liquido, ammettono l’intensa suggestione africana e il conseguente forte coinvolgimento finanziario. Speriamo, che la bolla delle dot-com del 2000 non sia per loro solo inutile preistoria.

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