Milano vs Roma: il confronto semiserio tra due città magnifiche
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Milano vs Roma. Chi vince?

Belle tutte e due, non potrebbero essere più diverse: il confronto semiserio tra due città capaci di rubare il cuore
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Milano la cosmopolita, Roma la bella. Milano l'efficiente, Roma con le buche. Milano quella che se la tira, Roma la pigra. L'eterna lotta tra le due città più importanti del nostro Paese sembra non avere fine, motivo? Il patriottismo cittadino di milanesi e romani, sempre in prima linea nel sostenere quanto la loro città sia migliore dell'altra. E se i milanesi non perdono occasione di dire che Milano è la vera capitale d'Italia, i romani difendono a spada tratta la loro Grande Bellezza. Il confrontro tra Milano e Roma, tra il serio e il faceto, vedi la nuova serie Romolo+Giuly, presa in giro dei luoghi comuni. 
 

Milano e Roma, il confronto: la bellezza
 

Da milanese quando sento dire "Milano è brutta" mi viene la pelle d'oca. Perché questa città, o meglio, la mia città, è bellissima, ma per capirlo bisogna sforzarsi (e, talvolta, parecchio). Se la bellezza di Roma è inconfutabile e sotto gli occhi di tutti, come se fosse un museo a cielo aperto, il fascino milanese è tutto da trovare dietro i portoni dei palazzi signorili, all'interno dei cortili in cui sono protagonisti veri e propri giardini segreti. La verità è che non è vero che una è più bella dell'altra, semplicemente sono così diverse da non essere paragonabili. In due parole, de gustibus.
 

Milano e Roma, il confronto: i trasporti
 

Lasciando perdere la polemica sulle buche di Roma che, seppur importante, campeggia nei titoli di ogni giornale, la verità è che i trasporti, o meglio, come li si vivono a Roma e come a Milano sono due questioni diverse. Se a Roma un treno è in ritardo di mezz'ora, beh, non è in ritardo, è tutto normale. Colpa dell'abitudine alla scarsa efficienza dei trasporti romani cui, dopo un po', ci si fa l'abitudine. Ma provate ad andare in Stazione Centrale a Milano alle 8 del mattino: 10 minuti di ritardo sul tabellone? Via libera a whatsappate convulse al datore di lavoro, che qui si ha da fatturare.
 

Milano e Roma, il confronto: il cibo
 

La cucina romana è pesante, milanese dixit. La cucina milanese è pesante, romano dixit. Il patriottismo cittadino s'infervora quando si parla di cibo e se i romani difendono a spada tratta la carbonara, lo stesso vale per i milanesi che no, il loro risotto non è secondo a nessuno. E se sui Navigli dal lunedì alla domenica ci sono un'infinità di locali in cui fare l'aperitivo (no, chiamarlo happy hour fa provincia), a Roma è comparso l'apericena (parola che ai milanesi fa sanguinare le orecchie). E la pausa pranzo? Quella romana è all'insegna della golosità, con pizza al taglio d'ordinanza. E soprattutto, se si chiama pausa pranzo, a Roma sono capaci di fermarsi davvero: si parla di lavoro in ufficio, stop. Milano, invece, è di tutt'altro avviso: pranzo leggero please, magari con una bella insalatina verde con qualche verdurina cruda. Grassi? Mai e poi mai, di cosa stiamo parlando. E il vocabolario di una pausa pranzo milanese parla chiaro, il lavoro non si ferma neanche mentre si mangia: "dammi un feedback"; "approfittiamo del pranzo per fare un po' di brainstorming"; "mangio un boccone al volo che ho una call alle 14.00". L'inglesismo c'è, il nervosismo pure. Varrebbe la pena imparare dai romani, in questo: talvolta il dolce far niente è la cosa migliore. Ma ne siamo davvero capaci noi milanesi?
 

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