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Oséree Swimwear

Oséree. Dal verbo francese oser, cioè osare.
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Oséree. Dal verbo francese oser, cioè osare.

Francese perché, più che un gusto personale ispirato dall’eleganza e dalla raffinatezza parigina, non può che richiamare la lingerie, elemento caratterizzante dei costumi Oséree. Oser perché Jannine, Isabella e Patrizia, amiche sin dal primo giorno dell’università, hanno osato, fondendo il loro brand, senza esperienze precedenti, subito dopo gli studi.

In realtà tutto è iniziato un mese prima della laurea. “Eravamo sedute sul terrazzo di casa a scrivere la tesi e abbiamo iniziato ad immaginare il futuro nel modo del lavoro, tra i vari pensieri è nato per gioco una sorta di brainstorming e abbiamo iniziato a raccontarci le nostre idee, i sogni…” Hanno portato Oséree al successo nello stesso modo in cui l’hanno creato, da sole, in tre. È questo che le rende più fiere di Oséree Swimwear: “L’abbiamo fatto da sole, camminando con le nostre gambe e pensando con la nostra testa.” Tre menti sono meglio di una, soprattutto quando sono tre ben diverse. “Abbiamo caratteri e personalità molto differenti, c’è chi è più razionale e fiscale, chi più creativa e istintiva, chi più socievole e comunicativa.” In tre hanno già tutto quello che serve, anche per quanto riguarda il design dei costumi. Spiegano: “Non abbiamo mai fatto ricerca rifacendoci ad altri brand potenziali competitors ma semplicemente ci chiediamo ‘cosa vorremo?’ ‘cosa ci piacerebbe indossare e far indossare?’” Ciò non vuol dire che non guardano oltre se stesse. La loro ispirazione sono le donne, dalle loro amiche, alle “signore fantastiche (sartoria e modellistica)” con le quali lavorano sia a Milano dove vivono che a Riccione, sede della produzione. “Ogni giorno le signore della sartoria ci insegnano molto.” Aggiungono: “Senza le quali non saremmo qui.” E non vorrebbero essere qui senza di loro, grazie alla quale si distinguono per un’alta precisione. Quest’artigianalità è alla base del brand “completamente fatto in Italia. Il Made in Italy è per Oséree “elemento imprescindibile.”

Nonostante le radici sode in Italia, è visibile il fascino francese, non solo nel nome del brand ma anche nei dettagli dei costumi. Dettaglio caratterizzante è il pizzo, un richiamo alla lingerie, che non viene usato spesso nello swimwear. Per Jannine, Isabella e Patrizia il pizzo lega le donne alla Francia, ai tempi antichi e ad un certo romanticismo. “Il pizzo porta con sé un’aurea romantica presente in tutte noi donne. Dalla regina Marie Antoinette, alle nostre nonne, dalle nostre mamme è arrivato a noi.” Nelle mani di Jannine, Isabella e Patrizia è stato portato in un contesto nuovo, quello dello swimwear.

Ma lo swimwear è già un contesto abbastanza complicato. Un costume dev’essere pratico, sia per nuotare, che per l’abbronzatura, ma deve avere anche un qualità molto più difficile da definire e da realizzare: deve far sentire la donna a proprio agio nella propria pelle. Jannine, Isabella e Patrizia hanno affrontato le necessità pratiche con la scelta di materiali leggeri e di qualità per “un’asciugatura immediata” e la predilezione di “laccetti impercettibili” per un’abbronzatura perfetta senza i segni bianchi. Nello spiegare come abbiano affrontato l’elemento je ne sais quoi dello swimwear, rivelano l’importanza del richiamo alla lingerie: “una donna deve sentirsi donna e affascinate non solo in lingerie ma anche in costume da bagno.”

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