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Stylish Beach Girls

Le "spiaggine" non esistono (quasi) più: per fare casa-spiaggia-aperitivo-casa, nelle viuzze di Capri o in Riviera
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È tempo di vacanze. Per la maggior parte degli italiani l’estate significa solo una cosa: mare. Puntualmente, all’inizio della stagione più calda dell’anno, le case produttrici pubblicizzano spider e cabrio negli eventi nelle località balneari più cool.

Al giorno d'oggi, per fare una versione cabriolet da una normale berlina, si “aggiungono” circa 150kg per il meccanismo di apertura automatica del tetto.

Nel dopoguerra però, durante il boom economico, la faccenda era diversa e molte regole del codice della strada anche: si potevano realizzare vetture senza vetri, senza porterie, con un tendalino da barca al posto del tetto e i sedili per i passeggeri in vimini. Si sottraeva piuttosto che aggiungere.

La prima di tutte fu, nel 1958, la Savio Spiaggina, costruita su base Fiat 500. Inizialmente costruita in due soli esemplari, per Gianni Agnelli e per Aristotele Onassis, fu poi prodotta in serie limitata e acquistata anche da John Wayne, Lyndon Johnson e Grace Kelly.

La stessa idea fu applicata alla Fiat 600, più comoda e spaziosa: nacque così la Fiat 600 Jolly (700 unità realizzate).

L’idea dell’auto da spiaggia versatile e spartana (ma soprattutto le richieste di facoltosi privati, ndr) portò alla nascita di altre auto estive come la Shellette di Michelotti, la Fiat Eden Roc (sempre dell’Avvocato, la usava a Villa Leopolda, in Costa Azzurra) o la Fiat 127 Scout carrozzata da Fissore.

In Francia, alla fine degli anni sessanta, Citroën lanciò la Mehari (beach car sulla base della già collaudata 2CV, pesava meno di mezza tonnellata) e Renault prima la R4 Plein Air che poi divenne la Rodeo e infine nel 1987 fu commercializzata col nome di Frog e un rollbar come tetto.

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