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Rosso Superlativo

by Damiano Bolognini
16.11.2017
Anche le star del jet set e i principi devono indossare il red bagde se vogliono varcare il cancello dello storico impianto Ferrari di Maranello, l’atelier delle quattro ruote, per seguire tutte le fasi della realizzazione delle vetture, fino al “marriage” tra carrozzeria e motore. E intanto prendere ispirazione dal museo per personalizzare la propria auto.

Prestazioni eccezionali, tecnologia d’avanguardia, arredi raffinatissimi e incredibili possibilità di personalizzazione fanno di ogni Ferrari un gioiello su ruote, spesso unico. Le Rosse di oggi sposano linee hi-tech, ispirate dalla ricerca aerodinamica esasperata, con abitacoli rifiniti con maestria artigianale. A bordo, materiali innovativi, sviluppati per le competizioni, si fondono a rivestimenti pregiati, degni di una Maison di haute couture. Che si tratti di una “comune” California T, della sua erede Portofino o di un inarrivabile modello in serie limitata, acquistarne una rappresenta per molti la realizzazione di un sogno. Un’esperienza che, vissuta a Maranello, può regalare sensazioni indimenticabili anche a chi, immerso in una quotidianità fatta di lusso ed esclusività, ha perso da tempo il piacere di stupirsi. Sperimentarla è più facile di quello che si possa pensare: basta parlarne con il proprio dealer che prenoterà una visita al sito produttivo, al museo, al reparto sportivo e, magari, una consulenza di stile con gli stessi designer che firmano ogni nuovo modello. Il cuore inizia a palpitare di fronte all’arco rosso d’ingresso dello stabilimento.

Qui, si viene accolti da uno steward che diverrà la guida personale di questo tour da favola. In un salottino avviene la consegna del badge rosso, indispensabile anche a sceicchi, principi e star del jet set per poter attraversare il cancello dello storico impianto e mettere piede in piazza Giovanni Agnelli, sotto le finestre dell’ufficio che un tempo fu del grande Drake. Per molti clienti, un prologo d’obbligo a tale passo è la visita al Museo, situato a 300 metri dalla fabbrica: una digressione che può essere fonte d’ispirazione per rendere unica la vettura da ordinare.Passione, vittorie, storie di uomini comuni e di eroi del volante, osservando le rarità, i cimeli, le monoposto della sola Scuderia che ha partecipato a tutte le edizioni del Mondiale di Formula 1, è difficile trattenere l’emozione. Oltre alla collezione permanente, in questo momento ci sono da ammirare due mostre temporanee, inaugurate lo scorso 25 maggio per celebrare i settant’anni dell’azienda: “Under the Skin” e “Rosso infinito”.La prima, allestita in collaborazione con il Design Museum di Londra, dove traslocherà da novembre, ha come protagonista la 125 S del 1947, Ferrari d’esordio, prodotta in due soli esemplari. L’altra racconta sette decadi di imprese automobilistiche, attraverso alcune delle Rosse più affascinanti di sempre, come la 500 F2 con cui Alberto Ascari vinse il primo mondiale piloti nel 1952, la F2004 con cui si concluse l’epopea iridata di Michael Schumacher e le più recenti F50, Enzo e FXX K.

Lasciato alle spalle lo storico ingresso della fabbrica, le pulsazioni iniziano a salire a mille mentre ci si avvicina al moderno edificio, disegnato dall’architetto francese Jean Nouvel, che dal 2008 ospita le linee di montaggio delle vetture. Qui le scocche, realizzate esternamente dalla Scaglietti, dopo essere passate per la verniciatura, arrivano ancora nude. Nell’area delle dodici cilindri, lungo un nastro automatizzato, si alternano indifferentemente gli ultimi esemplari della F12 Berlinetta e i primi della sua erede 812 Superfast, in consegna da ottobre. Mentre la attraversiamo scorgiamo in assemblaggio anche un’esclusiva F12 Tour de France, serie limitata andata esaurita nel 2016: nessuna sorpresa, i tempi di attesa per una Rossa sono in media di uno-due anni. Ogni esemplare passa lentamente le 35 postazioni della linea di montaggio, accompagnato da un carrellino che contiene i pezzi specifici da montare, secondo i desideri dei clienti.

 

Il “marriage” tra carrozzeria, motore e sottoscocca, sempre emozionante da osservare, è alla stazione 14: per completarlo manualmente i meccanici impiegano circa dieci minuti. Alla 25, l’incollaggio dei vetri, invece, è completamente automatizzato. Intanto la sartoria termina la cucitura a mano dei rivestimenti dei singoli elementi che saranno applicati all’interno dell’abitacolo, in vista dell’ultima tappa, quella per il rifornimento del carburante. Altre grandi emozioni, da far centellinare al cuore, si provano nella visita alle Lavorazioni Meccaniche, dove nascono i pezzi con cui sono creati i propulsori a 8 e 12 cilindri del Cavallino Rampante, e nella seguente alle linee di produzione dei motori. Dopo aver scoperto tutto della vettura che si sta per acquistare, e averla immaginata nascere sulla linea di montaggio, arriva il momento di decidere come configurarla. Si può farlo ricorrendo al catalogo accessori oppure alle numerose proposte dell’atelier, situato di fronte al reparto Classica, dove vengono restaurate e certificate le Rosse d’antan.

Il non plus ultra, però, è scendere le scale che portano al Centro Stile Ferrari ed entrare nell’affascinante reparto Tailor - Made, per affidarsi direttamente ai consigli di un personal designer. Questo programma, unico nel suo genere, «consente», spiegano i responsabili, «di creare una vettura personalizzata fin nei minimi dettagli. La ricerca riguarda lo stile nel suo complesso, dai colori della livrea alle finiture degli interni, agli accessori, con una scelta pressoché inesauribile di trattamenti, colori e materiali: dal cashmere al denim, dall’alluminio alla fibra di carbonio». Un esempio? Solo per la confezione dei sedili si possono scegliere fra 15 tipologie di cuciture di 240 colori diversi. Definiti i vari parametri, si potrà chiedere di seguire tutte le fasi del processo di realizzazione della macchina, fino al momento della consegna, magari con una cerimonia in fabbrica. «Naturalmente», sottolineano da Maranello, «non possono essere modificati gli aspetti che impattano sulle prestazioni e sull’omologazione del veicolo, come il motore e la forma della carrozzeria». A meno che, aggiungiamo noi, non si faccia parte del gotha mondiale che può permettersi di ordinare una one-off. Ogni anno, infatti, un paio delle ottomila Ferrari prodotte sono degli esemplari unici, costruiti su richiesta di clienti speciali e spesso mantenuti segreti.

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Cover - L’accoppiamento fra il sottoscocca (completo di motore, organo di trasmissione e sospensioni) e la carrozzeria in Ferrari viene eseguito completamente a mano

Foto 2. Dopo la verniciatura della scocca completa, i paraurti, le portiere e il cofano baule di ogni Ferrari vengono smontati, per poi essere rimontati singolarmente lungo la linea di assemblaggio del veicolo.

Foto 3, 4, 5 Servono cinque stazioni per unire al sottoscocca, la meccanica e i motori, che sono tutti assemblati rigorosamente a mano. C’è grande attenzione per le condizioni di lavoro degli addetti: nel secondo tratto della linea delle 12 cilindri, le vetture vengono spostate con ganci automatici che le ruotano e ne variano le altezze per permettere una lavorazione sempre frontale

Foto 6, 7, 8 Le pelli e i tessuti dei rivestimenti degli abitacoli delle Ferrari sono tagliati e cuciti a mano da sarti specializzati. Qui sopra. Per la produzione delle componenti dei motori sono utilizzati sofisticatissimi robot: nelle Lavorazioni Meccaniche sono poi previste aree verdi relax per gli addetti ai controlli

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