Lancia Sibilo - L'Officiel
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Lancia Sibilo

Marcello Gandini volle creare un ultimo fulmine a ciel sereno: nasce così la Lancia Sibilo.
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Alla fine degli anni settanta, a causa della crescita stellare dei prezzi del petrolio che mutava per sempre il concetto di automobile e della legiferazione dei moderni codici della strada, andava concludendosi quell’epopea dorata fatta da meravigliosi design morbidi e sensuali, lasciando il passo, mutilando notevolmente l’estro dei vari progettisti, alla fase paraurti e profili in materiale plastico a basso a costo.

Nonostante ciò, Marcello Gandini, nel suo studio torinese presso Bertone, apparentemente ignaro della piega che l’industria automobilistica aveva preso, vuole creare un ultimo fulmine a ciel sereno: nasce così la Lancia Sibilo, sulla stregua delle precendenti esperienze con la Lamborghini Bravo e l’Alfa Romeo Navajo.

Viene utilizzato il pianale della Lancia Stratos stradale, allungato di cento millimetri e poi accoppiato a un motore Dino sei cilindri: la carrozzeria è in lamiera d’acciaio ribattuta a mano, i passaruota sono molto bassi e squadrati, il muso sembra quello di un ornitorinco. Grazie ad un procedimento con resine speciali, atto a sfumare le superfici in plexiglass con la carrozzeria, parabrezza, lunotto posteriore e finestrini sono allineati in una sola soluzione con il resto della vettura, dandone l’aspetto di un unico volume. Fari a scomparsa e una sottile linea arancione, ripresa anche all’interno, cinge anteriore e posteriore come un doppio sigillo. Tergicristallo anteriore a movimento orizzontale.

L’interno è super minimalista, manca la musica a bordo e vennero inclusi solo i controlli ausiliari indispensabili, asimmetricamente integrati nel volante pieno. Una navicella spaziale.

La Lancia Sibilo è stata di proprietà di Bertone fino al 2011, quando è entrata a far parte della selezionatissima collezione interamente made in Italy di Corrado Lopresto.

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