hommes

Gosha Rubchinskiy PE 2018

by Alberto Calabrese
12.06.2017
Il retaggio socio-culturale che Rubchinskiy porta con sé ha da sempre un ruolo centrale nelle sue proposte e, anche per la prossima stagione estiva, il suo peso è evidentissimo.
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Con una rievocazione composita delle subculture degli anni 90, Gosha Rubchinskiy ha presentato la sua collezione primavera-estate 2018 nella stazione DK Svyazi di San Pietroburgo. Questa location, usata negli anni 80 per numerosi concerti rock e per il primo rave tenutosi in Russia, voluto dall'artista Timur Novikov nel 1989, incarna perfettamente il concept ideato dal designer sovietico. Il retaggio socio-culturale che Rubchinskiy porta con sé ha da sempre un ruolo centrale nelle sue proposte e, anche per la prossima stagione estiva, il suo peso è evidentissimo. Il mix con una viscerale passione per lo sportswear si riconferma quale elemento stilistico distintivo, enfatizzato sicuramente dall'appuntamento con la Coppa del Mondo del 2018, che vedrà la Russia debuttare come ospite esordiente.

La prima uscita già rappresenta un determinante acme della collezione primavera-estate 2018: il concetto di oversize viene plasmato nuovamente attraverso jeans morbidi e ricchi di pinces, abbinati a una sovrapposizione di felpe con logo in cirillico. In immediata successione, la proposta è una divisa da calcio, sempre rivista nelle sue proporzioni, che rappresenta la seconda collaborazione con Adidas, oltre che una delle ispirazioni centrali. L'altro tema è l'estetica tipica dei rave party anni 90, che Rubchinskiy reinterpreta grazie a hoodies avvolgenti, accompagnate da shorts sporty, in contrasto cromatico costante. La maglieria è declinata in maxi polo usate come felpe su camicie militaresche, oppure con bretelle di ispirazione "nucleare". I riferimenti continuano inoltre con il tie&dye e con le tracksuit Adidas dai colori brillanti. Il patchwork simmetrico poi, è certamente il fulcro creativo della collezione, che unisce con abilità architettonica le componenti di felpe e capispalla, come si trattasse di un mosaico: icastico è il caso della giacca in denim che si fonde trasversalmente con il blazer. 

Sorpresa piacevolissima, la collaborazione con Burberry, delicatamente introdotta dalla meta-collaborazione con il leggendario creatore di cappelli Stephen Jones. I berretti con copriorecchie sono solo il preludio di iconici capi check, quali soprabiti, trench e la famosa Harrington jacket, così come un total look decisamente 90s, studiati e reinseriti in un contesto underground. Il gioco delle capsule collection è poi completato dagli occhiali realizzati con Retrosuperfuture, che contribuiscono a definire un'atmosfera passata, iniettata di una massiccia dose di modernità contemporanea. 

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