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Chi disegna una vettura è un sarto che utilizza matita e galleria del vento, anziché metro e manichini.
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Gli stilisti, a quanto pare, sono abili maestri nell’uso del colore e della proporzione, nella scelta del tessuto, nell’interpretazione della forma e dei gusti della società. Queste doti non indifferenti appartengono anche a una sfera apparentemente lontana dalle passerelle ovvero l’automobilismo. Chi disegna una vettura è un sarto che utilizza matita e galleria del vento, anziché metro e manichini.

I primi che associarono la moda, fatto notoriamente europeo, alle quattroruote furono gli americani. Celebri furono la mastodontica Lincoln Continental firmata Givenchy alla fine degli anni settanta e la Cadillac Seville Gucci, che oltre alla copertura del tetto monogrammata era venduta con un set di valigie coordinato. La più popolare AMC sfornò la Javelin con interni Pierre Cardin e la Gremlin Levi Strauss, pensata per i giovani - una specie di Mini ante literam -  il cui motto pubblicitario era “with seats of the pants”.

Negli anni ottanta, ricordiamo la meravigliosa Alfasud firmata Valentino, con gli interni in velluto nero. In questo periodo furoreggiano le piccole utilitarie: la Peugeot 205 Lacoste, l’inarrestabile Fiat Panda 4x4 Sisley e la deliziosa Y10 logata Fila.

Nell’ultimo ventennio infine, fioriscono collaborazioni più sostanziose e senza limiti di budget. Se la CLK allestita da Giorgio Armani è passata inosservata, non si può dire altrettanto della Lamborghini Murcielago Versace in serie limitata e della stratosferica Bugatti Veyron by Hermès, ricercatissime. Senza dimenticare le recenti BMW Trussardi edition, le Maserati Quattroporte e Levante con interni Ermenegildo Zegna o la coloratissima Defender proposta da Paul Smith.

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