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2017 Artcurial Paris Rétromobile Sale

by Federico Fabbri
16.02.2017
Hervé Poulain, Matthieu Lamoure e Pierre Novikoff hanno chiuso l’asta di Artcurial con trentadue milioni di euro all’attivo (+33% rispetto allo scorso anno)

In questi mesi le aste automobilistiche sono finite sulla bocca anche dei non addetti ai lavori. Le cifre astronomiche che sono scucite per portarsi a casa investimenti o tesori (come dir si voglia) a quattro ruote raggiungono molto spesso cifre a sei zeri. E questa tendenza, come dimostrato recentemente a Parigi, non accenna a diminuire. Il 10 e l’11 Febbraio scorsi in occasione di Rétromobile 2017, Hervé Poulain, Matthieu Lamoure e Pierre Novikoff hanno chiuso l’asta di Artcurial con trentadue milioni di euro all’attivo (+33% rispetto allo scorso anno).

La regina è stata senz’ombra di dubbio la Ferrari Dino Berlinetta Speciale, prototipo che ha sancito l’ingresso in una nuova era estetica per Ferrari e ha influenzato lo sviluppo di tutte le vetture biposto da corsa che avrebbero dominato i campionati sport negli anni successivi. Costruita nel 1965 su richiesta esplicita di Enzo Ferrari e disegnata da Leonardo Fioravanti per Pininfarina, questo modello vanta delle linee avveniristiche che vent’anni dopo saranno sviluppate e reinterpretate su molti modelli di serie (308, 328 o 288 GTO, per citarne alcuni). Questa Signora ha ceduto alle avances di un collezionista europeo, concedendosi solo all’offerta (record) di 4.390.400 euro.

Cifre da record anche per la Ferrari 166 Spider Corsa carrozzata Scaglietti (prima vettura con sedili in pelle pitonata, anno 1948, ndr.) e per la sensualissima Miura SV livrea rosso/oro: entrambe sopra i due milioni di euro cadauna.

La collezione di Hervé e Martine Ogliastro, dinastia Louis Vuitton, ha quasi raggiunto quota cinque milioni. Nove lotti: due De Dion-Bouton dei primi ‘900, una Citroën 7C Coupé del 1938, una Delahaye 135 SR e una Talbot Lago T150C del 1936, una Osca Type S273, una Bizzarrini 5300 GT Strada (una delle vetture più belle di tutti i tempi) e due Bugatti (una Type 52 e una 57 C Atalante).

Per i più piccoli (in realtà l’unica possibilità per i più grandi di portarsi a casa una Bugatti a prezzi ragionevoli) l’incantevole Type 52: auto elettrica in scala 1:2, anno 1930, novanta esemplari prodotti, il primo fu costruito per il piccolo Rolando, figlio di Ettore Bugatti. Ve la sareste aggiudicata rialzando l’ultima offerta da oltre settanta mila euro.

 

Cover Image © Artcurial Motorcars/Alexis Bocquet

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© Mathieu Bonnevie/Classic Driver
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© Archivio Bugatti
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