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Where to eat alla Milano Design Week 2019

Cinque ristoranti milanesi da provare assolutamente durante la settimana del design.
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Dall’8 al 14 aprile le vie di Milano tornano ad animarsi grazie ai migliaia di eventi della Design Week: Brera, Cinque Vie, Ventura Centrale, Tortona e Porta Venezia sono solo alcuni dei distretti cittadini che raccoglieranno gli amanti del design e i professionisti di settore. 

Tra i numerosi impegni della settimana, anche il pranzo e la cena possono diventare occasioni per entrare in contatto con raffinati progetti di interior design, oltre che godersi un pasto gourmet. Qui la nostra selezione dei cinque ristoranti da provare assolutamente durante la Milano Design Week.

Terrazza Calabritto, via Monte Grappa 7

Terrazza Calabritto, da vent’anni istituzione del mangiare bene napoletano, ha aperto la sua succursale meneghina, consolidando la propria presenza in poco più di un anno. A pochi passi da Porta Nuova, rappresenta un angolo raffinato dove gustare specialità di pesce e pasta, circondati da tendaggi leggeri che richiamano l’affaccio sulla celebre terrazza del locale campano. All'ingresso si trova il Crudo Cocktail Bar, un grande bancone con una selezione di pesce freschissimo da abbinare ai cocktail del bartender Paolo Viola mentre, nella sala interna del ristorante, è un grande tavolo rotondo a catturare l’attenzione, grazie a una mise en place impeccabile arricchita da piante e fiori stagionali. Enzo Politelli, proprietario e gestore, ha voluto mantenere nel locale di Milano i piatti di riferimento di Terrazza Calabritto Napoli, come i Vermicelli alla Granseola, serviti all’interno del carapace del granchio insieme a un trito di scampi, gamberi e calamari. Tra gli antipasti, la Tartare di tonno con guacamole risulta fresca e leggera, grazie all’impiego dello scalogno in sostituzione della tradizionale cipolla, mentre, tra le proposte cotte, il polpo leggermente grigliato viene completato con pomodoro Corbarino, olive e capperi. Tra i primi, degna di menzione anche l’Aglio, olio e peperoncino di mare, preparata con linguine del pastificio Gentile cotte al dente, tre tipi di aglio (bianco, rosa e nero), vongole veraci, cannolicchi e una panure di pane croccante aromatizzata al pecorino. 

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Tartufi&Friends, corso Venezia 18

Dal 2015 in Corso Venezia si trova il paradiso dei tartufi. Interamente dedicato al fungo più prezioso e alle diverse specie che si consumano in ogni stagione dell’anno, Tartufi&Friends vanta oltre centro referenze, disponibili nella zona shop e come ingredienti dei piatti serviti nelle due sale consumazione. Inoltre un truffle bar permette di sorseggiare i classici della mixology, rilassandosi vicino a una rigogliosa parete verticale che fa da sfondo al bancone centrale. Qui lo chef Luca Mauri ha improntato una cucina dal taglio gourmet, partendo da must come i tagliolini, il filetto alla Rossini e le tartare, per poi spingersi verso rielaborazioni “alleggerite”di piatti lombardi e piemontesi, esaltate dagli aromi del tartufo. L’esperienza sensoriale inizia dal pane e dai grissini fatti in casa, continuando con ricette studiate abbinando non più di cinque ingredienti e giocando con consistenze e cotture. Le cromie e le proporzioni dell’impiattamento completano poi la tavola, dove il tovagliato è sostituito da eleganti vassoi. Il consiglio è quello di iniziare con Salmone marinato, liquirizia, puntarelle e caviale di tartufo, farsi tentare dal Risotto mantecato al verde con prezzemolo, caprino, lumache e tartufo nero, concludendo poi con il Filetto di cervo alla Wellington, accompagnato da funghi pioppini, patate nocciola e tartufo. Questa truffle lounge è il luogo perfetto per concedersi una pausa rilassante dalla frenesia della Design Week, grazie al cortese servizio del personale di sala.

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Serica, viale Bligny 19/A

Il talento in cucina, supportato dall'attento servizio di sala, fa di Serica uno degli indirizzi milanesi più interessanti da visitare, per scoprire i segreti della cultura gastronomica cinese, contaminata da ingredienti e preparazioni italiane. Il menu degustazione è un vero e proprio viaggio lungo la via della seta, grazie alla mano di Chang Liu, giovane chef con all’attivo esperienze internazionali del calibro del Noma, apparizioni televisive a Hell’s Kitchen con Carlo Cracco e una tappa milanese da Tokuyoshi. La stagionalità degli ingredienti rappresenta il punto di partenza dei piatti, arricchiti poi dalla tecnica e da una particolare sensibilità estetica nell’impiattamento. La carta unisce ingredienti preziosi come l’Ostrica servita con Wagyu, pere fermentate e caviale, a preparazioni tipiche dello street food cinese come il bao, il panino cotto al vapore che impazza a Milano, qui preparato con un impasto allo zafferano e farcito con ossobuco. Tra i primi piatti, i Wonton (una tipica pasta cinese) vengono serviti con ripieno emiliano e salsa di parmigiano, per esprimere al massimo il concetto di contaminazione, mentre il Piccione Xin Jiang con zucca confit, verdure e salsa di spinaci è una ricetta che potrebbe tranquillamente trovarsi all’interno di un menu stellato.

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Bon Wei, via Castelvetro 16/18

Laccature rosse, trasparenze e grandi vetrate illuminano le sale di Bon Wei, fiore all’occhiello milanese della cucina cinese di alto livello. Grazie a numerose ricerche condotte insieme alla Fondazione Italia Cina e al professor Francesco Boggio Ferraris, lo chef Zhang Guoqing oggi è in grado di proporre un menu incentrato sulle specialità regionali di otto zone gastronomiche cinesi. Dal Guadong, conosciuto come regione del Canton, si passa attraverso Sichuan, Zhejiang e Jiangsu, con le sue materie prime lasciate per lo più al naturale, toccando inoltre ingredienti di mare nel Fujian concludendo poi con Shandong, Anhui e Hunan, con piatti a base di peperoncino. Proprio dalla terra di Mao Zedong arriva l’imperdibile Pollo del Generale Zuo Zongtang, preparato in tutta la Cina friggendo cosce di pollo con sesamo nero, mentre i Lamian (tagliolini tirati a mano), sono la scelta consigliata per provare le specialità dello Shandong, così come lo Xialongbao alla piastra, ripieno di maiale e zenzero. Oltre a questo viaggio culturale gastronomico, la carta classica di Bon Wei presenta un’ampia scelta di antipasti, primi, portate principali e dessert, oltre ad avere sempre disponibile (anche con porzioni singole) il signature del locale: l’Anatra laccata alla Pechinese

Emporio Armani Caffè e Ristorante, via Croce Rossa 2

L’Emporio Armani Caffè e Ristorante si presenta alla Design Week con una formula inedita, accompagnata da un restyling degli spazi e un progetto di interior design che ricorda le atmosfere anni Trenta. Disposto su due livelli, ha un ingresso sulla caffetteria e una nuova entrata su via Giardini, che introduce alla zona del light lunch e degli aperitivi. Salendo al primo piano si trova invece il ristorante aperto a pranzo e a cena, con tanto di champagne bar all’ingresso. Il menu, improntato sulla cucina italiana, impiega ingredienti mediterranei e punta tutto sulla leggerezza, differenziando l’offerta durante la giornata. Il risotto allo zafferano, gli spaghetti al pomodoro e la cotoletta alla milanese, sono realizzati con una cura che esalta i sapori semplici, mentre il menu del ristorante ha un tocco gourmet legato ai tratti più tipici della cucina settentrionale.

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