Fashion Week

Gucci, l'immensa arte di tornar bambini

Alessandro Michele offre una visione poetica e innocente della mascolinità, liberandola dalle soffocanti costrizioni degli stereotipi sociali e invitando a saper tornare bambini per imparare ad essere adulti migliori.
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Era il gennaio 2015 quando Alessandro Michele realizzò in meno di una settimana la sua prima collezione maschile per Gucci, una sfilata visionaria nella sua definizione di un’estetica androgina, scardinando sessi e sessismo per rispondere all’urgenza emotiva di una moda che profumasse di libertà. Cinque anni dopo si torna sui banchi di scuola per ripassare e approfondire l’argomento, col fine di forzare certezze e offrire nuovi spunti di discussione: alte tribune di legno accolgono così gli ospiti in aula dove un gigantesco pendolo scandisce con inquietante inesorabilità i minuti, i pensieri, le emozioni che anticipano la lezione. La sfilata è una delle prove più belle e scenografiche di Alessandro Michele e si propone di annientare quella tossica fallocrazia che troppo spesso avvelena i modelli di mascolinità dominante, soffocandone fragilità, distruggendone debolezze, insabbiandone la femminilità. Le camicie striminzite abbottonate alla bene e meglio, i pantaloni alla zuava con cappottini da piccolo lord, i sandaletti con i calzini bianchi, finiscono inevitabilmente per portare indietro le lancette del tempo: l’intento è di imparare a disimparare, avvolgendoci nelle trame rassicuranti del mantello del nostro passato, consapevoli che nulla porta più conoscenza e chiarezza delle delusioni e dei fallimenti (significativa a tal proposito la collaborazione con il punk rocker Richard Hell per la tshirt IMPATIENT/IMPOTENT). Quello di Gucci è il richiamo a una rivoluzione pacifica che spezzi i vincoli che condannano l’uomo ad essere maschio; l’invito a riscoprire le proprie fragilità, uscire dall’ombra e camminare con esse nelle strade baciate dal sole. Entrando nel dettaglio della collezione, si viene risucchiati in un viaggio nel tempo e nelle epoche: dagli anni 70 al grunge degli anni 90 l’attenzione è tutta sui momenti storici che hanno offerto al mondo una visione genuina e intensa di libertà (da leggersi in tal senso anche la collaborazione con Liberty London per le stampe microfloreali di abiti e accessori a suon di slogan Gucci Liberty). Ancora una volta, Alessandro Michele emoziona e convince, con un Gucci che è un appello a trasformare in poesia anche gli aspetti più prosaici della nostra esistenza, nella consapevolezza che la vita è sempre qualcosa di più e meglio di ciò che facciamo o che ci indicano di fare gli altri.

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