Fashion Week

Fashion Forward Week Dubai

Middle-East’s definitive fashion platform.
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La scorsa settimana si è svolta la FFWD che ha riunito gli addetti ai lavori per tre giorni intensi: Dubai si è confermata la piattaforma della moda del Medio-Oriente, rappresentante delle radici, dei costumi e dello stile di vita dell’emergente moda medio orientale. Uno sforzo coraggioso per garantire la visibilità e il supporto ai talenti regionali: l'evento è riconosciuto come la settimana della moda più importante degli Emirati. É anche uno dei più rispettati in Medio Oriente, essendo l'unico ad avere il supporto del Dubai Fashion Council (DDFC) e della Camera del Dubai Design District.

L'investimento che la regione ha dedicato alla cultura in generale negli ultimi anni è evidente: una lista crescente di iniziative, tra cui Art Dubai e Design Days Dubai, così come la costruzione di nuovi luoghi di interesse culturale, come il Dubai Opera. Oltre a queste iniziative, è stato lanciato il primo numero di Vogue Arabia con una doppia copertina della top model americano-palestinese Gigi Hadid, che indossa una hijab tradizionale. Grande fermento, quindi, attorno alla settimana di moda, che ha portato non solo presentazioni e sfilate, ma ha visto anche alcuni esperti del settore parlare di temi importanti, come la continua creazione di nuovi contenuti creativi e il nuovo concept del “See Now, Buy Now”.

Le mini conferenze hanno accolto graditi ospiti, come Ramzi Nakad e Bong Guerrero, COO e CEO di FFWDDXB, Daniel Coutinho, CEO di Nowness, e Etienne Cochet, Responsabile di WSN, solo per citarne alcuni. Uno dei punti chiave emersi ha indagato la moda come una fonte di gratificazione immediata.  È stata anche sottolineata la crescente importanza dei feedback dei consumatori e dei social media nel sistema, con i buyer che guardano, sempre più spesso, a Instagram come una fonte vitale nella ricerca degli stilisti emergenti. Di conseguenza, “La moda sta andando troppo in fretta, e se va troppo veloce non c'è più il sogno, né emozione”, ha detto Janet Wong, Head Buyer di Cabana Fair. “Creare prodotti artigianali richiede tempo, e c’è una grande differenza tra prodotti di tendenza e prodotti unici, esclusivi”.

Il tempo che passa tra una sfilata e l’arrivo delle merci nelle boutique dà la possibilità alle aziende di fast fashion di produrre prodotti simili, i quali arrivano in negozio nello stesso momento in cui arrivano quelli dei marchi di lusso. Il See Now Buy Now, doveva essere la risposta del luxury a questo problema.

Alla fine del 2016 infatti, Christopher Bailey aveva annunciato il suo debutto da Burberry con una capsule collection disponibile in negozio il giorno dopo lo show, creando hype intorno ai prodotti e un conseguente picco di vendite. Tuttavia l'idea, originariamente considerata come una forte strategia di marketing grazie alla sua capacità di creare buzz intorno alla sfilata, è stata in gran parte dimenticata. Il risultato del dibattito ha visto quindi gli esperti concordare su quanto “un ready-to-wear di qualità abbia bisogno di tempo per essere prodotto”. Non è quindi ancora possibile applicare questo processo veloce al sistema moda. 

Un'altra conferenza molto interessante è stata condotta da Mansoor Bhatti, leader della agenzia creativa Things by People, e Daniel Coutinho, CEO di Nowness. Qui, è stato confermato quanto “le marche debbano credere nella creatività dei giovani talenti come si fa con i designer, consentendo loro di esprimere e di reinterpretare l'identità dei marchi attraverso il proprio stile e la propria visione.”

Durante gli eventi, l’identità medio orientale era molto presente, con capi fluidi e un approccio sexy ma sofisticato. Ogni performance è stata unica, passando da haute couture a prêt-à-porter, dalle abaya tradizionali a collezioni eccentriche, oggetti della libera interpretazione degli stilisti. Il senso di community è stato creato grazie al fatto che ogni evento ha avuto luogo nella stessa location. Lo spazio, nel Design District di Dubai, ha ospitato stampa nazionale e internazionale, insieme a influencers, bloggers e clienti celebri che hanno potuto chiacchierare tra una sfilata e l’altra sorseggiando un drink al bar SKÅL di Absolut Vodka.

Un'area dei giardini è stata dedicata ai marchi emergenti, rafforzando il concetto di FFWD come piattaforma di lancio della moda del Medio Oriente. Tra i nomi degni di nota ricordiamo Azra e Jou Design

Creato in collaborazione con Brag, un’agenzia di media dedicata alla creazione di contenuti creativi ed eventi, FFW non solo copre la città di Dubai, ma porta i suoi designer a Parigi due volte l’anno, con l'organizzazione di uno showroom e quindi  garantendo il collegamento tra talenti del design regionale e mercato europeo. Particolare attenzione è stata posta anche alla parte più social della manifestazione: diversi spazi per socializzare, tra cui una serie di bar & food trucks. Nemmeno la pioggia torrenziale ha impedito alla folla di riunirsi tra spettacoli, chiacchierate, drinks e, infine, afterparty al ritmo di DJ Kaytek.

Ora, diamo uno sguardo più da vicino ad alcuni dei talenti che si sono distinti particolarmente in questa edizione:

 

Primo giorno

Nafsika Skourti: la coppia di sorelle ha aperto il primo giorno di FW con una collezione moderna, pensata per la giovane donna contemporanea.

Arwa al Banawi: Un vero e proprio spettacolo con la cantante Layla Kardan, che ha presentato il suo nuovo singolo “Suitable woman”, tema della collezione.

Hussein Bazaza: Lo stilista libanese ha presentato una collezione ispirata al mito giapponese di Ah-Kah-nay ("profondo rosso", o anche "Bambino arrabbiato") mixando vibes anni 40, con un mood più moderno e contemporaneo.

Michael Cinco: il designer filippino, di casa a Dubai, ha chiuso il primo giorno della settimana della moda con una straordinaria performance che ha lasciato tutti stupiti. Lo spettacolo ha ricordato il vero significato della moda: creare emozioni e far sognare.

 

Secondo giorno

Kristina Fidelskaya: Una collezione di pezzi effortless dal forte accento europeo.

Ghudfah: la designer saudita Sarah Albaz ha sapientemente reinterpretato un indumento tradizionale come l'abaya in una chiave più moderna, minimalista. Abiti facili, fluidi, per le donne contemporanee.

 

Terzo giorno

Tair: Una bella e misteriosa danzatrice del ventre ha aperto la sfilata della collezione uomo, ispirata agli sciamani. La designer Aliya ha vinto il premio Grazia Style Award come talento emergente.

Amato: ha concluso la settimana di moda con una sfilata couture, molto intensa, preceduta da un video dei bombardamenti in Giappone della seconda guerra mondiale. Abiti drammatici, impreziositi da piccoli ricami e perline in colori pastello, contrastavano l'impostazione buia e decadente della passerella.

Ora, tutti gli occhi sono sulla scena della moda crescente del Medio Oriente, che per la prossima edizione unirà le forze con i fondi del governo degli Emirati Arabi Uniti. 

Restate sintonizzati per saperne di più!

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