diary

Gardening The Trash Summer Edition

by L'Officiel Italia
17.07.2017
Bonotto presenta Gardening the Trash Summer Edition, il progetto portavoce di una rivoluzione nel mondo del tessile sotto la visione creativa di Giovanni Bonotto e la direzione artistica di Cristiano Seganfreddo.

Ombrelloni da spiaggia, pouf, brandine e sedie a sdraio, cuscini e arazzi. In occasione di Milano Unica, un’esplosione di colori e di vitalità naturale, effetti giungla e inaspettate fluorescenze vegetali conquistano il Giardino Segreto di Palazzo Durini con un allestimento totalmente rivisitato per l’occasione con gli arazzi di Giovanni Bonotto e la direzione artistica di Cristiano Seganfreddo. 

Torna Gardening the Trash, il progetto innovativo di Bonotto che ha cambiato l’idea del tessuto da riciclo, con una speciale summer edition. Questa edizione propone come assoluta novità una prima capsule collection di tessuti per abbigliamento, provenienti al 100% da rifiuti riciclati in Italia e totalmente tracciabili, ma destinati al segmento del lusso e dell’alta moda. 

 

Gli arazzi sono rappresentazioni su diversa scala di una giungla fantascientifica: portano lo sguardo del visitatore sempre più vicino a scoprire i segreti della molecola che compone le meravigliose fioriture e le sue possibilità interattive. Una giungla di liane di filati modellabili precede un giardino di infiorescenze macro estruse dalla superficie del tessuto e, in opposizione alla visione d’insieme del giardino reale che accoglie il visitatore, un flusso di molecole si struttura e destruttura mettendo in risalto le peculiarità indurenti dei materiali utilizzati.

I ramage intricati rappresentano la complessità superficiale della società attuale, ma il processo di zooming e climax attraverso gli arazzi mette in luce ciò che è realmente rilevante: trovare materiali del futuro che cambino la visione del mondo presente. I colori potenti sono la rivisitazione pop dei cromatismi primari adottati dalle piante carnivore tropicali come elemento attrattivo: nulla è ciò che sembra e l’opera d’arte che si pone davanti agli occhi non è altro che lo stesso materiale che si scarta senza troppa considerazione.
 

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