diary

Brides do good

by Caterina Pollastri
07.06.2017
Ogni abito da sposa ha una storia, scelta con amore.

Ogni abito da sposa è indossato con amore. Anzi no, non tutti. Secondo gli ultimi dati Unicef, oggi nel mondo ci sono oltre 700 milioni di donne che si sono sposate in età minorile e che hanno dovuto rinunciare ad avere una crescita e un’istruzione normale. Ogni anno 15 milioni di matrimoni hanno per protagonista una bambina minorenne, 28 ragazze al minuto. Quindi sì, tutti gli abiti da sposa hanno una storia, ma di certo non tutte d’amore. Brides do Good nasce da un’idea d’amore di Chantal Khoueiry che grazie alla sua passata esperienza umanitaria all’ Unesco e vent’anni nel campo del retail, l’11 Ottobre 2016 (non a caso, Giornata Internazionale delle ragazze e delle bambine ), ha annunciato la nascita della prima piattaforma online che offre alle spose sia l’opportunità di acquistare gli abiti da sposa dei designer più famosi del mondo come Oscar de La Renta, Marchesa, Rosa Clara e tanti altri ad un prezzo accessibile oppure vendere il proprio, in cui parte del ricavato viene devoluto a due organizzazioni di beneficienza che lottano per “le spose bambine”, Plan International e Too Young to wed. 

Quando ho pensato ai milioni di abiti da sposa che rimangono per anni dentro qualche scatola in un angolo dell’armadio, ho pensato subito a quelle ragazzine che ogni anno sono costrette a sposarsi contro il proprio volere. E li mi è venuta l’ispirazione”. L’obiettivo principale dell’impresa sociale è principalmente aiutare l’intento delle Nazioni Unite a sconfiggere i matrimoni delle spose bambine nel mondo entro il 2030. Lanciata nel 2016, Brides do Good è stata fin da subito supportata dall’industria degli abiti da sposa che come il colosso Brown Brides e alcuni dei più ricercati designer di settore hanno donato abiti incredibili. Ora “l’atelier online” offre anche accessori da sposa per completare il look del grande giorno, come la capsule di scarpe donate da Charlotte Olympia. La piattaforma inoltre si mette a disposizione dei designers di abiti da sposa per liberare il proprio inventario in eccesso vendendo il campionario a Brides do Goods che devolverà sempre 1una parte dei proventi alle associazioni di beneficienza in favore delle spose bambine. Anche il mondo delle celebrities ha sposato la causa: la prima è stata Louise Roe, conduttrice tv e giornalista di moda che ha donato il suo meraviglioso abito Pronovias, con più di 850 ore di lavorazione, subito venduto ad una sposa di settembre. “Se donare il tuo abito da sposa significa che fino a tre ragazze potranno completare un intero anno di scuola secondaria, beh è il migliore regalo di nozze che una sposa possa desiderare” dice Louise Roe. L’intento di Chantal Khoueiry alla fine era proprio questo, connettere le donne per aiutarne altre. Così un abito da sposa può essere molto di più che una storia d’amore.

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Louise Roe, Chantal Khoueiry, fondatrice di Brides Do Good
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Chantal Khoueiry
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