arte

La Ligne Claire, una raccolta inedita di immagini di Claudia Comte

by Valeria Montebello
10.11.2017
La Ligne Claire è un particolare linguaggio grafico connotato da alcune caratteristiche salienti, tra cui nitidezza, luminosità e colore: il segno è chiaro e preciso, pulito e leggibile.

Lo stile è accostato alla bande dessinée e trovò la sua più piena espressione in Hergé, l'autore delle Avventure di Tintin. La Ligne Claire, però, adesso, è anche il titolo (che designa il suo stile) della prima mostra personale in Italia di Claudia Comte nella galleria BASEMENT ROMA a cura di Samuel Leuenberger – visibile fino al 30 novembre.Comte vive a Berlino ma è cresciuta nella piccola cittadina svizzera di Grancy, ai piedi della catena montuosa del Giura. Fin dalla sua residenza all’Istituto Svizzero di Roma del 2011 l’artista ha cominciato a realizzare i suoi interventi architettonici, con disegni di semplici linee applicate alle colonne classiche dell’Istituto, e quadri in finto marmo, ispirati al pavimento ornato della Basilica di San Pietro. La pratica di riduzione, divenuta la cifra riconoscibile del suo lavoro, dalle sculture di legno intagliato, alle tele rigide e sagomate, in La Ligne Claire è portata avanti fino alle conseguenze più estreme. Lo spazio è trasformato in una griglia di linee e moduli. Una complessa composizione in bianco e nero, in cui pareti lavorate con spray e stencil in tutta la superficie disponibile testano i limiti di un medium illimitato, infrangendo gli stili e i riferimenti temporali. Alcuni plinti in sezione sporgono all’esterno, come ritagliati dalla parete stessa, estendendo l’intervento murale nella terza dimensione e prendendo la forma di sontuosi vassoi che ospitano tre sculture di stelle marine, esseri primordiali. Le stelle sono gonfie, di marmo bianco con venature grigie e marmo nero con venature bianche, disposte come se fossero interruttori in grado di accendere le sue partizioni di linee e pois, di farle partire in loop. Seguite da nuvolette pop Puff!  lasciate da qualcuno che si è fatto una corsa, insieme a squarci che si aprono sulla Monument Valley: ad un certo punto, in mezzo a tutti questi pattern, a questi schemi ripetuti che servono ad ordinare il mondo, a rendercelo comprensibile, spunta un cactus disegnato sul muro (come quello che scolpì con una motosega– sul suo profilo Instagram spiccano foto di lei che con la motosega in mano scolpisce il legno) che ricorda le avventure di Wile E. Coyote. Il cast d’ispiratori sembra essere vario: dai grandi del Modernismo ai Looney Tunes. Ma Comte aggiunge nuovi significati al formalismo, utilizzando forme geometriche e organiche insieme, sfidando continuamente i limiti dell’astrazione.

 

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