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Umberta Gnutti Beretta: lo stato dell'Arte (dopo Christo)

Un incontro a casa del Professor Germano Celant per rendere possibile l'idea di Christo. Floating piers, un paio di anni dopo, ha spennellato il Lago di Iseo di colori forti e linee marcate. L'opera di Land Art più fruita in assoluto aveva il suo fulcro nell'isola di San Paolo, divenuta crocevia di percorsi a pelo d'acqua.
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«Era un progetto che aveva nel cuore e aveva già tentato un paio di volte, nel passato, a realizzarlo. 
La sua idea ci è sembrata tanto folle quanto sensazionale e non è stato possibile far altro che seguirelo e appoggiarlo. Christo è un uomo che sa dare forma ai propri sogni. Una delle persone più determinate e concentrate che mi sia capitato di incontrare».

Umberta Gnutti Beretta racconta cosa è rimasto, a oggi, nel panorama dell'Arte contemporanea.

Laurea conseguita alla Franklin University di Lugano, imprenditrice, impegnata in molteplici cause culturali e filantropiche. Donna poliedrica che ha trovato la sua stabilità nel continuo cambiamento.

Forse - mi sia consentito l'azzardo - proprio come cangianti erano i colori dell'istallazione di Christo: dal giallo dalia all'oro, sino al rosso.

Ci chiediamo cosa sia rimasto dopo l'esperienza eccezionale dello scorso anno e cosa bisogna aspettarsi nel futuro più prossimo. Sul perché il Salvator Mundi (dipinto attribuito alla mano di Leonardo Da Vinci) sia divenuto un lotto d'asta e su come abbia perso un po' della sua italianità.

«L'Italia è fuori dall'Italia da tempo, purtroppo. Una fucina di idee, la culla della creatività, ma il potere d'acquisto è altrove. È successo  così per l'Arte e lo stesso sta accadendo per la Moda: aziende che, raggiunto un certo livello, vengono poi cedute. Non è bello, ma troverei decisamente peggio se smettessimo di creare».

Eppure, non mancano a livello nazionale iniziative che meritano attenzione. La città di Brescia, ad esempio, città natale della Signora Beretta, ha ospitato e ospita sino a tutto il mese di gennaio una mostra diffusa su tutto il suo territorio. L'amministrazione cittadina ha consentito, infatti, al noto esponente della Transavanguardia Mimmo Paladino di rendere il centro storico luogo di esposizione di oltre settanta opere. Alluminio, bronzo, marmo posseggono porzioni della città, in un andirivieni continuo tra la Brescia attuale e la Brixia romana.

«Brixia contemporary (progetto curato dalla Fondazione Brescia Musei, presieduta da Massimo Minini e in cui la Signora Gnutti siede quale Consigliere, ndr) intende portare ogni anno un Artista contemporaneo di fama internazionale a pensare un intervento sulla città. Qualcosa che possa essere goduto dai cittadini e stimolare un confronto con la bellezza, le caratteristiche e la natura. Mimmo Paladino ha fatto un lavoro fantastico. Un Artista generoso che non si è risparmiato in fatica. In ogni luogo le opere stimolano riflessioni diverse, non sovrastano i luoghi che le ospitano, ma attirano comunque l'attenzione. Ci mancheranno quando la mostra finirà».

Ma c'è di più. La Signora Beretta è tra i sostenitori del Padiglione Italia della Biennale Mostra di Arte di Venezia. Variazioni sul tema de Il Mondo Magico, con le opere di Roberto Cuoghi, Adelita Husni-Bey e Giorgio Andreotta Calò. Mi chiedo - le chiedo - se esistano ancora dei mecenate nel nostro Paese e, senza mezzi termini, vengon fuori le vere difficoltà.

«I mecenate oggi esistono, soprattutto all'estero. In Italia, purtroppo, non siamo facilitati dal sistema fiscale. Chi vuol donare dona meno di quello che vorrebbe. E, in parte, è colpa nostra perché non siamo stati in grado di creare dei meccanismi che incentivino le donazioni».

(Touché)

Come si capisce bene dai suoi profili social, l'amore per il passato e per il vintage si concilia con quanto di più moderno e mondano il mondo offra. 

«Amo il passato perché è ispirazione. Ogni cosa ha un valore e va rispettata anche per questo. Apprezzo la Moda, la seguo. Mi diverte conoscere il trend del momento. Lo stesso vale per l'Arte: mi affascina l'arte contemporanea, ma sono anche Presidente del Club del Restauro del Museo Poldi Pezzoli di Milano, perché credo fermamente che le cose belle vadano protette, conservate, e valorizzate.

Mi piace il bello. Che sia presente, passato o futuro non importa.

Il bello non ha tempo».

Piuttosto che al tempo del bello, dunque, lo sguardo si dirige verso il bello del tempo.

E, come ci insegna l'esempio di vita della Signora Gnutti, le grandi idee e le ispirazioni trovano la loro ragion d'essere al di fuori di sè: quando l'iniziativa privata riesce a dare loro concretezza e un fine precipuo, affinché non si perdano in vacui intenti (auto)edonistici.

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